Cimitero di Lari
Data lettura del memoriale sottoscritto da molti abitanti di Lari, rivolto alla Regia Prefettura di Pisa, col quale In sostanza viene chiesto che il nuovo cimitero del Capoluogo anziché al Poggio del Carpita venga invece costruito nella località dell'Uccellierone posta a breve distanza dal vecchio cimitero.
Data del pari lettura della Officiale della Regia Prefettura suddetta col la quale si invia il detto memoriale a questo Consiglio Comunale per le sue risoluzioni.
Il Presidente dichiara aperta la discussione.
Prendono parte alla medesima oltre il Presidente più specialmente i Consiglieri Brachini, Gotti, Norci Avv. Luigi Giusti e Panattoni.
Il consigliere Brachini chiesta ed ottenuta la parola, dice che avendo sempre sostenuto essere la località detta Poggio del Carpita, tra le [...] vicine alla Terra di Lari, la migliore, sotto ogni aspetto, per rimpiantarvi il Cimitero per questa Terra, non può stare in silenzio su quanto nel memoriale si asserisce di quella località, che è l'opposto dell'asserto da lui, e che se fosse vero ed esatto nessuno avrebbe potuto approvarla, e meno di tutti la Commissione provinciale non si trattiene a correggere quelle asserzioni, perché evidente la loro erroneità ed inesattezza; si meraviglia che si rimetta in discussione quest’affare ormai vecchio e termina dicendo che si asterrà dal voto perché crede che sarebbe oramai tempo non di deliberare nuovamente ma di eseguire il già deliberato.
Risponde il Consigliere Gotti che la località del Poggio del Carpita è località impossibile per costruirvi il nuovo Cimitero, perché lontana dal Paese e dispendiosa, e conclude dicendo doversi abbandonare l’idea di costruire il nuovo Cimitero al Poggio del Carpita.
Il Consigliere Giusti richiama alla memoria il ricorso avanzato al Consiglio di Stato per l’allargamento del vecchio Cimitero di cui da’ lettura.
Soggiunge che l’allargamento non è stato mai impugnato, che il Paese termina con la casa Silvatici percui è alla distanza voluta dalla Legge e può ampliarsi.
Il Consiglier Panattoni, dice che esso pure è sempre stato propugnatore per l’allargamento del vecchio Cimitero.
Inizialmente il Giusti ed il Gotti propongono il seguente ordine del giorno.
“Visto il ricorso degli abitanti di Lari col quale richiedesi la costruzione del nuovo Cimitero nella località detta l’Uccellierone anziché in quella deliberata dal Consiglio in luogo detto Poggio del Carpita.
Vista la Ufficiale Prefettizia colla quale si richiama questo Consiglio a deliberare in proposito.
Considerando che la località detta Poggio del Carpita destinata per la costruzione di un nuovo Cimitero dista di troppo dal Paese e riesce malagevole il trasporto dei cadaveri.
Considerando che la costruzione del Cimitero in detta località riuscirebbe dannosa alla pubblica igiene, perché i venti porterebbero i miasmi nei subborghi vicinissimi detti l’Aiale, Capannile e Colle e divisi solo da una stretta valle.
Considerando che per il lato economico riesca gravosissimo al Comune detta Costruzione perché oltre le spese della espropriazione forzata alla quale ha dovuto sottostare a causa del proprietario, dovrà forse anche incontrare le spese di una causa per determinare il prezzo del fondo stesso e casi oltre a non lieve spesa andare innanzi molto tempo prima di costruire il Cimitero.
Considerando che la costruzione del Cimitero nella località detta l’Uccellierone per la quale già esiste il relativo progetto si presenti attuabile perché avente i requisiti dalla Legge voluti per quanto il Consiglio Sanitario Provinciale da dati errati abbia ritenuto che manchino pochi metri alla distanza dalla legge prescritta, poiché pone a punto di partenza per la misura della distanza le case in prossimità del paese di Lari, mentre dovrebbesi partire dalla Casa Silvatici che è l’estremità del Paese medesimo.
Considerando che questa popolazione abbia da molti anni indietro richiesto l’allargamento del vecchio Cimitero che sarebbe riuscito più gradito alla popolazione stessa della costruzione di un nuovo, ma per quanto detta domanda venisse sostenuta fino al R Trono venne con R Decreto del 6 7bre 1874 respinta.
Considerando che il predetto Decreto Reale venne emanato sopra errori di fatto in cui cadde la Commissione visitatrice come può vedersi dal Ricorso avanzato al Consiglio di stato e che si riporta nella presente Deliberazione.
Sentita nel Comune di Lari la necessità di costruire un nuovo Cimitero che rispondesse ai bisogni dell’accresciuta popolazione venne dal Municipio destinata la località detta = Del Poggio del Carpita = per detta costruzione.
La popolazione di Lari ricorse al Consiglio contro questo deliberato facendo istanza perché venisse invece ampliato il vecchio Cimitero rilevando che la legge non si opponeva a detto allargamento, sia perché entro i duecento metri non vi era un aggregato compatto di case, sia perché entro i duecento metri non si riunivano che sole 165 persone, sia perché per la ubicazione e la natura geologica non poteva essere di nocumento alla pubblica igiene come ne faceva fede un esercizio di oltre anni 140 dalla sua costruzione sebbene durante il detto periodo di tempo si fossero verificate le febbri gialle, il colera ed altre malattie che avevano maggiori mortalità.
Il Municipio di Lari con deliberazione del 5 Ottobre 1881 accolse in tesi la domanda dei Paesani di Lari decretando l’ampliamento del vecchio Cimitero, e quindi nel caso che tale ampliamento non fosse possibile destinò altra località per la nuova costruzione designando quella detta = Poggio del Pino =.
La R Prefettura incaricò i Signori Prof. Tassinari ed Ingeg. Alessandri che riferissero in proposito ed infatti la Commissione stessa sotto di 22 Gennaio 1882 referì come appresso =ivi= Il Cimitero di Lari attuale della scarsa superficie di M 40×16,40 mq 656 è tanto angusto per la tumulazione del Paese di Lari, che vi si vedono sepolture anche lungo i viali.
Il Cimitero stesso è capotesta dal lato di mezzogiorno di una linea di case e ville che formano continuazione al Paese e Castello di Lari. Ritenuta la distanza di metri 200 prescritto dall'art 60 del Regolamento 6 settembre 1874 con la quale si raggiunge la casa Silvatici eretta sulla via Comunale non si racchiuderebbe attualmente nel perimetro (per informazioni assunte) che un agglomeramento di N°165 persone.
Parrebbe quindi non dovesse essere assoluto ostacolo al proposto ingrandimento la disposizione regolamentare dell'art 60 e quando tal partito fosse adottato i sottoscritti opinerebbero che il proposto ingrandimento si facesse allontanando nella sezione di ampliamento il Cimitero dall'abitato e sistemando gli scoli del terreno alla strada che da Lari conduce a Cevoli.
Informazioni assunte sopra il luogo dimostrerebbero che malgrado le imperfette inumazioni non si sono verificati inconvenienti perla igiene con la vicinanza all'abitato Cimitero come ne farebbe prova la fabbricazione recente di alcune case prossime al Cimitero stesso più che secolare. E prendendo quindi la commissione stessa a riferire sulla località del Poggio del Pino che costituiva la ipotesi, la località, cioè per il nuovo Cimitero, nel caso che non fosse stato possibile l'allargamento del vecchio, concluse che la detta località aveva tutti i requisiti per l'impianto di un nuovo Cimitero.
La R Prefettura di Pisa senza menomamente occuparsi delle relazioni sanitarie nella parte riguardante allargamento del Cimitero con suo Decreto 10 maggio 1882 e ordinò la costruzione del nuovo nella località detta del Poggio del Pino.
Il Municipio di Lari nella sua Adunanza del di 9 Giugno 1882 si oppose contro il detto Decreto prefettizio deliberando ricorrere al Governo del R per ottenere la revoca di quel Decreto e l'accoglienza di quando aveva deliberato il Consiglio stesso, cioè l'allargamento del vecchio Cimitero e quindi di incaricare il Cav Sindaco a trasmettere il relativo Ricorso che appunto propone colle osservazioni che appresso.
Il progettato allargamento del vecchio Cimitero di Lari non trova ostacolo nella pubblica igiene, ne nella legge regolatrice la materia, e tanto per voto della popolazione, quanto per la utilità, convenienza ed economia si presenta attuabile
Infatti il vecchio Cimitero come riferisce la Commissione dista M 200 dalla Casa Silvatici che è l’estremità del Paese di Lari poiché le case che prendono fino al Cimitero vecchio non possono qualificarsi come continuazione del paese essendo in buona parte fra loro divise e d’altronde il detto Cimitero risiede in una località dominata da venti; ed ha tutti i requisiti voluti per non arrecare danno alla salute pubblica tanto è vero che la Commissione stessa, riferendo sull'allargamento voluto, dichiara che giammai si sono verificati inconvenienti per la pubblica igiene, sebbene riescano imperfette le tumulazioni per ristrettezza di terreno. E prova maggiore che mai arrecò danno alla salute pubblica la riscontriamo dalle recenti costruzioni, ingrandimenti e riparazioni di case prossime al vecchio Cimitero ed eseguite sotto le antiche e sotto le nuove leggi, lavori che certamente non sarebbero stati fatti ove nelle vetuste tradizioni del vecchio Cimitero fino ad oggi vi fosse riscontro anche lontano di malattie causate dai miasmi del Cimitero stesso. Quindi il deliberato ingrandimento di quel Cimitero per parte del comune di Lari non poteva non accogliersi dalla R Prefettura, ognorachè non riusciva alla pubblica igiene dannoso, ed ognorachè, la Legge non vi si opponeva. Ed invero per il disposto dell'art 60 del Regolamento del 1874 i Cimiteri non possono allargarsi quando entro il perimetro di 200 m dal Cimitero esista un aggregato compatto di case entro le quali abiti un agglomerato di persone 200. Nel caso nostro nei 200 m esistono delle case in buona parte distanziate le une dalle altre, le quali non costituiscono una continuazione del paese, come erroneamente qualificò la Commissione Sanitaria, e non vi abitano che sole n°165 persone per cui è chiaro che la Legge stessa non si oppone al proposto allargamento non correndo nel caso gli estremi proibitivi perché nel concreto non esistono aggregati di abitazioni aventi 200 persone. Anche il Consiglio di Stato interpretando l' Art 60 della citata Legge ha ritenuto in taluni casi non essere necessaria la distanza di 200 metri dalle Case coloniche e dalle Chiese, sebbene in queste ultime possa verificarsi un agglomeramento maggiore di persone 200, lo che sta' ad indicare che aggregati di abitazioni contenenti un maggior numero di persone 200 non importano il divieto legislativo come può riscontrarsi dal parere del 27 Luglio 1878 col quale si esclude il criterio che sia salvata la distanza per le case coloniche e per le Chiese. Altro riscontro valevolissimo che la distanza ed il numero delle persone non impediscono l'allargamento dobbiamo nel recentissimo allargamento del Cimitero di Ponsacco il quale sta in mezzo ad una quantità considerevole di case che formano sequela al Paese, e dove abitano un numero maggiore di persone 200. I rilievi sui quali si sono basati per decretare l'allargamento ed allungamento di quel Cimitero sono stati quelli che la pubblica igiene non può risentire danno alcuno del detto ingrandimento perché le acque scolanti del Cimitero stesso possono riunirsi a scorrere isolate a molta distanza nel Rio Pozzale venuto così ad impedire ogni infettazione di aria e dette acque dei pozzi viciniari.
Nel caso nostro invece il Cimitero risiede in alto; può ringrandirsi dalla parte detta di Cevoli ove non esistono Case ed il terreno oltre ad avere i requisiti prescritti per le inumazioni si presta per la sua ubicazione allo scolo delle acque nel sottoposto torrente dalla parte del Paese di Cevoli da impedire così ogni nuovo infiltramento ed ogni nuovo miasmo. Adunque riguardo alle note circostanze che il Cimitero non ha mai portato nel suo lunghissimo esercizio danno alla pubblica igiene sebbene la Commissione dichiarasse essere angusto il locale per le inumazioni, che a giudizio della Commissione stessa il vecchio Cimitero per la sua posizione è suscettibile d'allargamento senza pericolo alcuno anche in seguito per l'igiene non vi è ragione di denegare questo allargamento, quando, come nel caso la legge non si oppone di contraddire il desiderio dell'intiero Paese che vuol mantenuto il vecchio Cimitero, dove ha una copiosa eredità di affetti e sacre memorie, e quando d’altra parte il Municipio stesso ha conforme a quel desiderio deliberato il proposto allargamento come cosa più conveniente, decorosa, economica.
Ciò posto fa istanza rigettarsi il Decreto Prefettizio del 10 Maggio 1882, e dichiararsi potersi allargare il vecchio Cimitero di Lari, siccome il Paese, la convenienza, utilità ed economia reclamano.
Considerando che il detto allargamento ove fosse possibile attenersi porterebbe grande vantaggio economico a questo Comune, e sarebbe di soddisfazione di questa popolazione per gli affetti, e memorie il Cimitero stesso racchiude.
Delibera di recedere siccome recede da ogni precedente deliberato.
Sospende la costruzione del Cimitero sul Poggio Carpita per le cause di sopra notate.
Ordina la costruzione del Cimitero sul Poggio dell’Uccellierone che meglio si presta, colle modificazione da portarsi al progetto e che saranno ritenute necessarie per raggiungere la distanza voluta.
E nella ipotesi che ottenere si potesse dalla superiore autorità l’allargamento del vecchio Cimitero che sarebbe più conveniente ed economico per questo Comune ordina ora per allora l’allargamento medesimo.”
Dopo di che il Sindaco dimanda che se niuno ha da fare osservazioni alla suddetta proposta di Deliberazione egli la manderà a partito, ed infatti mantenutosi il silenzio la proposta Giusti e Gotti nel modo come sopra formulata tornò approvata con voti 15 favorevoli contrari uno, astenutesi i Signori Brachini e Salvadori Ranieri.
Il Consigliere Norci Avv Luigi a questo punto chiesta ed ottenuta la parola dichiara opporsi alla proposta Deliberazione pei seguenti motivi.
1° perché la costruzione del nuovo Cimitero dell’Uccellierone non trovasi alla distanza legale del paese, siccome ebbe a rilevare la Commissione Provinciale Sanitaria, in quantoché dall’estremità reale del medesimo al vertice del poggio,ove si vorrebbe tale costruzione, non distano che metri cento.
2° perché la costruzione in detta località riuscirebbe dannosa alla pubblica igiene, perché i venti porterebbero i miasmi nel contiguo subborgo detto = La Villa = subborghi del paese più popolosi e più vicini al Poggio dell’Uccellierone di quello che lo siano gli altri dell’Aiale e Colle di fronte al Poggio del Carpita, ove fino dal 1876 fu stabilita la costruzione di un nuovo Cimitero su parere favorevole delle Commissioni Comunale e Provinciale sanitarie, le quali d’accordo rilevarono che questa località sia per la sua ubicazione sia per la natura geologica del suolo presentasi adattissima a tale costruzione e da preferirsi alle altre.
3. perché dal lato economico riuscirebbe gravosissima al Comune la costruzione sul Poggio dell’Uccellierone, dacché altre le spese dell’espropriazione forzata, cui dovrebbe sottostare a causa del proprietario, dovrebbe forse anche sostenere le spese di una causa, per determinare il prezzo del fondo stesso, che al presente è in stato di una fiorente ed estesa cultura.
4° perché la costruzione dell’Uccellierone oltre essere difficile per l’accidentata e diseguale struttura del prato, sarebbe altresì costosissima perché importerebbe una estensione di terreno maggiore della prevista pei grandi movimenti di terra e pei rilevanti lavori murari richiesti per eseguire una solida costruzione sopra un suolo tutto scosceso e dirupato.
5° perché oltre ad una maggiore spesa la costruzione del Cimitero che presentasi urgentissima per il lato igienico e morale in detta località andrebbe innanzi assai più perché oltre le lunghezze di un giudizio di espropriazione, che per il Poggio a Carpita è già terminato, darebbe luogo a più numerose e più serie proteste di quello che non sia avvenuto per l’ultima località.
6° infine perché la gran maggioranza della popolazione perduta la speranza dell’ampliamento del vecchio, è indifferente sulla scelta della località del nuovo Cimitero purché le venga fatto con sollecitudine ed i promotori dell’ultimo ricorso (facile del resto a farne uno anche in senso contrario) sono poi quegli stessi che per i primi domandarono il nuovo Cimitero al Poggio del Carpita.