Archivio delibere

Archivio delle delibere del Comune di Lari, dal 1867 al 1949

Affare Tosi e Casini – Rapporto della Commissione

Invitato dal Presidente il Signor Brachini come Relatore della Commissione incaricata dello studio delle istanze insorte fra quest’Amministrazione ed i Signori Casini e Tosi da lettura della seguente Relazione:
“Signori Colleghi
I sottoscritti eletti dell’Onorevole Sindaco (insieme col Signor Eugenio Tani che per incomodi di salute ha dovuto infatto non accettare l’incarico) a comporre la Commissione deliberata nell’adunanza del 29 Maggio p°p° per lo studio e relazione intorno alle vertenze insorte tra la Comunale Amministrazione ed i Signori Ajace Tosi e Adriano Casini, dopo aver visitato sopra luoghi, in compagnia dell’Ingegnere nostro, le cagioni delle vertenze, sentito gli interessati, esaminato le caute relative, e fatto sopra tutto i loro esami e riflessi vi riferiscono come appresso.
Sulla vertenza Casini
Essendo questa assai complessa e avendo origine non recentissima sarà bene parlarne con dettaglio.
Adriano Casini nel 23 Giugno 1876 chiedeva il permesso di fabbricare una Casa ai Bagni di Casciana lungo il marciapiede della nuova Via del Commercio, e di costruire un muro a Lari lungo la Via di Circonvallazione sotto la Chiesa, e la Giunta Municipale nel 13 Luglio di detto anno, dietro favorevole parere dell’Ingegnere concedeva il permesso subordinato alle prescrizioni dall’Ingegnere proposto, tra le quali – che non fossero apposti gradini, scansaruote ed altri ingombri alla Casa da costruirsi ai Bagni – e quanto al muro da elevarsi a Lari – che la linea del muro a fabbrica abbia per estremi la cantonata a tramontana della sua Casa già esistente, e il punto segnato pel posto, ossia l’esterno del muro interno, cioè la faccia interna interessata dalla linea del suo confine con Marescotti.
Queste due prescrizioni dal Casini non furono osservate, perché collocò uno scalino esterno alla porta d’ingresso della Casa dei Bagni, e costruì il muro a Lari proseguendo in linea retta la facciata della Casa, anziché condurlo dalla cantonata al punto dall’Ingegnere fissato il quale era 16 centimetri più esterno alla strada di quello dal Casini raggiunto, e l’autorità Municipale di ciò informata intimò con Atto amministrativo del 21 Aprile ultimo scorso al riparo degli arbitrii compiuti.
Il Casini non obbedì all’intimazione e con lettera al Sindaco in data 30 Aprile diceva di aver costruito il muro in linea retta della Casa come eragli stato prescritto, ed accusava gli’Ingegnere di voler cambiare l’estremo già indicato, e quanto allo scalino della Casa dei Bagni osservava che esisteva da tre anni e che non poteva essere dannoso al transito per le misure e condizioni della Via e del marciapiede, terminando col chiedere la nomina di una Commissione che verificasse.
E questa or nominata dopo aver verificato ed esaminato trovando nel rapporto che servì di norma al permesso il punto indicato non come dice il Casini, e non potendo sospettare che l’Ingegnere scrivesse in un modo nel rapporto e segnasse diversamente sul posto ritiene che l’accusa non ha fondamento e che sussiste l’arbitrio rimproverato al Casini in quanto al muro di Lari, come sussiste viventemente per lo scalino della Casa del Bagno nulla concludendo in favore del Casini le osservazioni che Egli fa in proposito nella sua lettera del 30 Aprile 1879 le quali vi abbiamo riportato.
Rapporto al muro di Lari per altro potrebbe essere accaduto che il Casini non intendesse bene l’indicazioni dell’Ingegnere e ritenesse regolare la direzione che adottò la quale, per vero dice non porta danno alla Strada con la piccolissima diminuzione di allargamento, essendo ciò non ostante la Strada stessa in quel punto più larga che nel precedente tratto.
Con una lettera poi senza data e pervenuta al Sindaco nell’Aprile 1877 il Casini diceva che per difettosa costruzione della Zannella lungo il muro del giardino Gotti nella Via di Circonvallazione di Lari nelle piogge più naturali l’acqua trabocca traversa la Via ed empie i fondi della sua nuova Casa, e parlano anche di danno che soffre per le acque un appezzamento di terra in luogo detto Suvignoli che acquistò dal Sig Leoli nel quale era già stato eseguito un taglio per la nuova strada Pontaderese che lo traversò e di frane al principio della Via dei Boschi chiedendovi risarcimenti e ripari occorrenti.
L’Ingegnere Comunale interpellato sulle cose esposte e domandate dal Casini rispose con Rapporto del 25 Luglio 1877 che la costruzione della Casa essendo posteriore a quella della Zannella non gli pareva che il Comune dovesse essere responsabile dei danni che la Casa risente dalle acque traboccanti per essere staccata di piano troppo basso che sussistevano dei risalti e sbotramenti nella fossa di confine tra i Signori Curini ed il Casini ai quali è stato riparato col mezzo di un acquidoccio in muramento – che l’argine in taglio della Via dello Zannone e pontederese si trovava corroso e le acque scorrenti alla base di esso avrebbero approfondato la fossetta che le conduce senza le serre costituitesi – che nell’argine alla Via dei Boschi convengono realmente nelle stagioni piovose delle piccole frane le quali non dovrebbe riparare il Comune perché quando fu costruita la Strada il Sig. Leoli, allora proprietario del fondo non fece alcun rilievo protesta e riserbo.
La Commissione concorda queste repliche dell’Ingegnere specialmente la prima relativa al trabocco dell’acqua nella zannella lungo il muro Gotti per le ragioni stesse avvertite nel citato Rapporto.
Quindi il Casini con formale Istanza presentata nello stesso anno 1877 chiedeva la costruzione di un muro a sostegno dell’argine corroso suddetto riservandosi di costruirlo a proprio conto nella parte sana del medesimo di una zannella per tutta la lunghezza dell’argine stesso – di una Via di ghiaia per accedere alla parte inferiore del suo possesso alla nuova strada e faceva osservare che lo sbotramento della fossa lungo il detto argine deriva dallo scorrervi per la lunghezza di M 300 le acque che prima della costruzione della strada in parte erano dirette alla Crespina.
E con foglio del 31 Gennaio anno corrente offrivagli eseguire tutti i lavori domandati per la somma di ₤742,40.
Sopra tutto ciò la Commissione ha verificato come già aveva fatto l’Ingegnere che i fatti dal Casini esposti in sostanza sono veri ma avendo ricercato i documenti relativi alle occupazioni di suolo eseguite per la Via dello Zannone o pontaderese ha trovato nella liquidazione e stime delle indennità redatte dall’Ingegnere Cecchi in data 14 Gennaio 1873 approvata da tutti gli interessati e confermata nel relativo Contratto di cessione del 1 Maggio 1875 Rogato Marcacci che a favore del Sig. Gherardi Leoli cui nella proprietà di Suvignoli e succeduto il Casini fu valutato non solamente il terreno occupato dal piano stradale; ma anche le fosse e le scarpate tanto in taglio che in rilievo e di più una zona lunga ove un metro e dove mezzo metro in capo al taglio e a più del rilevato e la spesa occorrente per la formazione dell’accesso alla parte del fondo rimasta più bassa della Via.
Perciò è ben manifesto che il Casini nulla può mai domandare per l’accesso anzidetto, e quanto all’argine in taglio potrà resentirsi solamente quando venga attaccata la sua proprietà cioè le frane o corrosioni oltrepassino la zona lasciata in proprietà del Comune per sicurezza dell’argine il che per ora non avviene – ma potendo ciò in tempo più o meno lungo avvenire ed essendo evidente l’assicurazione e il miglioramento che alla strada deriverebbe dal muro con zannella dal Casini richiesto lungo la Via dello Zannone, e dal muro a secco il principio di quella dei Boschi i sottoscritti sarebbero di parere che non convenga di disprezzare il desiderio dal Casini espresso per quei lavori e rigettare assolutamente la sua Istanza, e ritengono che sarebbe sano e previdente partito proporre all’istante una sistemazione per cui il Comune gli cedesse la scarpata con la zona che la corona, e loro perpetuo mantenimento, salvo il conguaglio che apparisce giusto fra l’uno e l’altro punto.
Riassumendo e concludendo i sottoscritti hanno l’onore di proporvi:
1. d’insistere per la remozione del gradino apposto alla Casa dei Bagni di Casciana
2. di rigettare la domanda relativa alla zannella sotto il muro Gotti, la quale forse il Casini non sostiene, non avendola ricordata nell’Istanza
3. di tollerare il muro lungo la Via di Circonvallazione a Lari come è stato costruito, a condizione che il Casini paghi la superficie che ha occupato senza esservi autorizzato, la quale è di M 0,90 sebbene si potrebbe pretendere la demolizione del muro, avvertendo per altro che una tale tolleranza non debba passare per esempio
4. di iniziare trattative sopra tutti gli altri elementi della vertenza, le quali possono condurre a una sistemazione nel senso accennato. Tanto – Lì 16 Luglio 1879
I Commissari
C. Italo Salvadori
C. F. Brachini Relatore
C. G. Norci e C. R. Pedini”
Dopo di ciò apertasi la discussione e dopo che la medesima ebbe avuto un sufficente sviluppo, il Presidente manda a partito l’accoglienza delle conclusioni della Commissione le quali vengono accolte con voti 16 unanimi resi per alzata e seduta incaricando in pari tempo la Commissione stessa di fare le pratiche occorrenti presso il Signor Adriano Casini per una sistemazione e di che all’Art. 4 della Relazione medesima.
Dipoi il Relatore passa a dare lettura del Rapporto rifettente l’affare Tosi come appresso
“Sulla vertenza Tosi
Con Istanza del 9 Decembre 1878 il Signor Ajace Tosi esponeva all’Onorevole Sindaco che nella costruzione della Strada dai Bagni di Casciana al Colle Montanino nell’anno 1874 molte acque che prima avevano altre diramazioni furono avviate per la Via di stiado detta delle Colline confinante con i di lui beni – che quello scolo nella prima apparenza insignificante aveva reso impraticabile e quasi distrutta la detta Via e recato ai suoi possessi danni non indifferenti che andavano sempre vistosamente aumentando – e chiedeva indennizzo per i danni sofferti e provvedimenti contro quelli avvenire. E non vedendo risoluzione della sua domanda nel di 26 Aprile ultimo, per atto di cessione contestò al Comune nella persona del Sindaco i fatti nell’Istanza accennati e intimò ad eseguire immediatamente i risarcimenti dei danni avvenuti ed i lavori occorrenti per la condotta delle acque protestando.
Fu allora incaricato di verificare e referire in proposito l’Ingegnere Comunale il quale nel suo Rapporto del 15 Maggio anno corrente ammise che nella costruzione della Strada sul Colle Montanino furono aumentate ma di piccola quantità le acque già scorrenti per la Via delle Colline – che questa vi era stata per vari tratti corrosa abbassata e quasi distrutta – che i beni laterali e più specialmente quelli del Sig. Tosi avevano sofferto danni di scoscendimenti e frane. Disse che la spesa per le riparazioni non sarebbe mite ne giustificata essendo la Via inutile e da molto tempo abbandonata – che qualche provvedimento il Comune avrebbe dovuto prendere per onorare ai pregiudizi che i frontisti alla Strada risentono per il di lui abbandono – propose finalmente la cessione al Sig. Tosi del piano stradale in compenso dei danni causati presenti e futuri.
Dietro tal rapporto la Giunta Municipale nello stesso di quindici Maggio deliberò di proporre al Consiglio quella cessione ed il Sindaco si diè premure di avvertire il Signor Tosi il quale nel giorno 18 successivo replicava di non potere accettare l’offerta = giacché sembravagli ben mite di fronte ai danni sofferti e quelli che andrebbe esposto per l’avvenire = e sperava che trovata giusta la repulsa il Sindaco avrebbe ottenuto dalla Giunta e dal Consiglio più energica e ponderata conclusione.
Esposta la vertenza al Consiglio nell’Adunanza del 29 Maggio come ricordata non fu chiarato sul merito di essa e fu incaricato il Sindaco di eleggere una Commissione la quale esaminasse l’affare e proponesse il da farsi.
La Commissione nominata in sequela alla Deliberazione suaccennata nelle persone dei sottoscritti e del Signor Eugenio Tani, che per incomodi non ha potuto prendere parte ai di lei lavori, nel di 13 Luglio caduto si portò sopra la faccia del luogo accompagnata dall’Ingegnere Comunale e vide che osservò lo stato delle cose ha cercato poi informazioni da persone pratiche della località ha interpellato un legale ha tutto esaminato ed è venuta finalmente in quello di riferire quanto appresso.
Lo stato pessimo è di distruzione in gran parte in cui è ridotto il tratto della vecchia Via delle Colline che è vicinale e non di strada rimasto dopo la costruzione della Strada pel Colle Montanino come le corrosioni e scoscendimenti per i quali il Sig. Tosi reclama derivano senza dubbio dalle acque piovane scorrenti per la medesima Via senza regola, e condotta atteso l’abbandono da lungo tempo fattosi dalla stessa; E persone degne di fede e pratiche del luogo da molti anni vi hanno assicurato che i guasti nella Via e le correzioni e frane nel confinante terreno del Sig. Tosi esistevano naturalmente in grado minore del presente non solo quando quei beni passarono all’attual possessore (nel 1876) ma anco quando furono acquistati dai Signori Chiani e Lombardi Borcia nel 1869.
Che nella costruzione della nuova Strada fosse avviata per la via vicinale una quantità di acqua che precedentemente aveva altra direzione è fatto accertato dal Rapporto dell’Ingegnere e da altre informazioni, il quale dall’ispezione locale non può verificarsi, ma quella quantità essendo piccola come da tutte le medesime informazioni resulta non può essere stata cagione dei guasti già prima incominciati ne del loro progressivo aumento.
La vera e certa causa dei mali invece facilmente si ritrova nell’otturamento di una fogna traversante la Via nel punto in cui essa si svolge a levante per la quale e per cui corrisponde acquidoccio nei beni del Sig. Pietro Gherardi venivano condotte al Botricione tutte le acque superiori le quali per l’otturamento suddetto avvenuto di certo da non pochi anni (e praticato forse maliziosamente come fa dubitare una specie di diga che vedesi sul fianco sinistro sopra la fogna) sono state costrette a proseguire lungo la Via e i possessi Tosi fino al nominato torrente portando grosso aumento a quelle che già scorrevano.
Tal variazioni di corso di acque evidentemente è stata la ragione dei danno avvenuti nella Via e nei possessi Tosi al di sotto della fogna medesima essendo manifesto che se quella avesse continuato a servire all’oggetto cui era destinate le acque decorrenti sul lato destro della Via oltre la fogna avrebbe continuato ad essere in quantità piccola e incappare a produrre guasti.
La Commissione sebbene perciò credesse che il Comune non fosse tenuto a riferimenti di danni avvenuti, ne a provvedimenti per quelli avvenire, pure riconoscendo di minor vantaggio pubblico la osservazione di quel tratto di Via vicinale da molto tempo abbandonata e ridotta ora affatto impraticabile e ritenendo utile il troncare la contestazione crede bene ripetere al Sig. Tosi la proposta della cessione del suolo della Strada dalla Giunta fattagli e suggerimento dell’Ingegnere tentò più che seppe essersi in principio mostrato il medesimo Sig. Tosi disposto ad accettarla e la ripetè effettivamente.
Ma fu invano da il Sig. Tosi intervenuto dietro invito presso la Commissione persiste nel rifiuto già espresso al Sindaco.
La Commissione allora si dette a considerare e ponderare più maturamente i resultati delle proprie osservazioni e delle informazioni raccolte e considerando che il principio almeno dei danni essendo molto anteriore all’acquisto del Sig. Tosi e la produzione dei medesimi dovendo attribuirsi a cagione ben diversa da quella dal Sig. Tosi pretesa la quale d’altronde sarebbe stata posta in essere due anni prima della comparsa del ridetto in quel luogo e ritenendo che al Comune non possa darsi colpa dell’atterramento della fogna comunque sia avvenuto si confermò nell’opinione già concepita. Ma riconoscendosi incompetente in questione che trovano soluzione per mezzo delle regole di diritto e delle disposizioni di Legge, crede suo dovere interpellare un legale di professione, e interpellò infatti il nostro collega Onorevole Avv. Papasogli, il quale non esitò a dichiarare che ogni qualvolta gl’inconvenienti lamentati preesistevano quando il Sig. Tosi acquistò i beni ricorrenti lungo la Via delle Colline, che i danni non possono dirsi derivati dalla immissione delle acque provenienti dalla costruzione della nuova strada per il Colle Montanino e così non possono addebitarsi al Comune che finalmente quest’ultimo ha per legge il diritto di vigilanza sulla strada vicinale, ma non l’obbligo di esercitare cotesta vigilanza in modo diretto e senza che per parte degli utenti o altrimenti interessati si faccia tutto quello che è necessario per la conservazione delle strade medesime, ed in caso di abusi e di alterazioni venga eccitata l’Amministrazione Comunale a provvedere, il Signor Tosi non avrebbe a parere del medesimo, azione per rivolgersi contro il Comune ed ottenere rifacimento dei danni che per avventura possano essersi verificati nei possessi ad uso spettanti. Quanto ai danni futuri lo stesso Sig. Avv. Papasogli emise il parere che per trattarsi appunto di strada vicinale e solo quando gli utenti o altrimenti interessati la richiedano debba il Comune intervenire, perché in caso si sussistenza di abusi o alterazioni all’antico stato di cose vengano osservate le prescrizioni di Legge e obbligati i contravventori a rimettere le cose in pristinum.
E questo parere confermando ed assodando l’opinione che già la Commissione erasi formata come è stato detto, non si può che proporvi il rigetto della domanda del Signor Tosi.
I Commissari C. Italo Salvadori – C. F. Brachini Relatore – C. G. Norci – C. R. Pedini “
Udita una tale lettura e dichiarata aperta la discussione dopo varie proposte il Presidente innanzi tutto manda a partito quella della Commissione la quale in sostanza consiste nel rigetto della domanda Tosi. Quale proposta infatti viene accolta con voti 16 unanimi resi per alzata e seduta.
Dipoi per il caso che il Signor Tosi intenda di sostenere in giudizio la sua domanda contro il rifiuto suddetto il Consiglio sempre unanimemente autorizza fin d’ora il Sindaco a rappresentare il Comune nel giudizio stesso.